Piacenza 2015 Lunedì, 24 novembre @ 21:06:21 CET
Postato da Amministratore
Aspettando l’Expo milanese
Idee per Milano
Si scrive ‘Piacenza 2015’ ma si legge ‘Milano Expo 2015’. Quando Milano ha vinto la propria scommessa per la storica Esposizione anche Piacenza ha fatto festa perché, piaccia o no, qui si sentono tutti parte di quella grande patria che è la capitale lombarda.
Bene, dunque, l’Expo a Milano. Ma Piacenza che cosa porta all’evento lombardo? E, inversamente, che cosa si aspetta dall’evento? Qual è insomma il ruolo che può giocare all'interno di uno scacchiere così impegnativo? E qui la strada si fa difficile.
Scontati i consueti omaggi alla cucina locale (la quale peraltro rappresenta un eccellente corollario alla offerta piacentina, ma non 'è' l'offerta piacentina) diciamo che sul terreno delle proposte il piatto piange, visto che a fare testo per ora serve unicamente il progetto di una metropolitana leggera fra Piacenza e Milano, avanzata fin dall'inizio in Consiglio Comunale. Un progetto che ha comunque in qualche modo riacceso l'attenzione sulla Pedemontana, un altro tema che rientra tra le grandi occasioni finora perdute da Piacenza (messe insieme fanno un rosario: autostrada per il mare, aeroporto, polo fieristico, fermata delle Ferrovie Alta Velocità...).
Intorno, almeno per ora, regna il deserto delle idee. Eppure le attese ci sono, sul piano dell’arte e della storia prima di tutto. Aspettano da anni la consacrazione definitiva o, se si vuole, un significativo impulso promozionale, realtà come Veleia e Cortemaggiore e più recentemente i siti archeologici di Travo e Pianello, unitamente al neonato museo paleontologico della Val Chiavenna; attendono una migliore accessibilità beni come Chiaravalle della Colomba (continua a non essere toccata da nessun trasporto pubblico e a soffrire per una via d’accesso troppo ridotta); e Villa Verdi di Villanova, priva di adeguato parcheggio, così come Castellarquato. Bisognerà poi pensare a rendere fruibile un luogo unico e straordinario come Brugnello, magari tramite un sistema di mini- bus a traffico preregolato. A Piacenza meriterebbe maggiore attenzione il liberty.
Fra i beni naturali rimane tutto da costruire il ‘sistema Po’, inteso come disegno organico di scelte di fondo e azioni promozionali in ordine a navigabilità, attracchi, strutture e istituzioni connesse quali parchi, oasi naturalistiche, percorsi pedonali e cicloturistici. Ugualmente andranno riviste le iniziative di avvicinamento e riqualificazioni per parchi come quello dello Stirone e altri tratti fluviali, del monte Moria e di altre terre alte.
Per gli eventi si può fare riferimento in primo luogo a fatti, personaggi e istituzioni locali, e poi restano aperte le più varie opzioni tematiche. Fra i primi riteniamo che si possa fare riferimento in primo luogo a Stefano Bruzzi, pittore lasciato troppo in disparte a Piacenza eppure dotato di eccellenti qualità come il mercato sta documentando. Sull’altro versante perché non prendere in considerazione per l’Otto- e Novecento il lavoro o la figura della donna? Ma la scelta non ha confini. L’importante sta nel non allungare il famoso rosario. |
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